È ormai un dato di conoscenza acquisto che l’Italia, considerando specialmente la posizione del nostro Paese nell’hotspot mediterraneo, si trovi su un’area identificata come particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici. La cronaca recente, del resto, ci ha raccontato un Italia tesa fra la siccità e la crescente desertificazione, sconvolta dagli incendi estivi e da eventi meteorologici estremi, come alluvioni e tempeste.
Gli impatti attuali e futuri dovuti al cambiamento climatico comprendono quindi più rischi naturali come alluvioni, erosione costiera e siccità, con un aumento previsto degli eventi estremi nei prossimi decenni. L’adattamento a questi fenomeni è cruciale e richiede una conoscenza approfondita, un’organizzazione efficace e una governance multi-livello. La Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (SNAC) del 2015 è stata un primo passo, delineando obiettivi chiave come lo scambio di dati e analisi sull’adattamento al fenomeno, valutazioni costi/benefici e l’integrazione di criteri di adattamento nei piani settoriali (cd. Mainstreaming climatico).
Gli indirizzi internazionali, incluso l’Accordo di Parigi del 2015 e la Strategia di Adattamento dell’UE del 2021, hanno dato la direzione da seguire e l’Italia, rispondendo alle richieste dell’Europa, ha intrapreso rilevanti iniziative sul tema nel 2022 con la creazione di una Piattaforma Nazionale sull’Adattamento ai Cambiamenti Climatici e la formazione di un Gruppo di Lavoro che si è posto come obiettivo quello di accelerare l’approvazione del Piano Nazionale sull’Adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC).
Il Piano Nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici è stato quindi finalmente aggiornato e reso consultabile dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Con il PNACC l’Italia mira a guidare azioni per ridurre i rischi derivanti dal cambiamento climatico, migliorare l’adattamento di sistemi naturali e sociali e sfruttare opportunità legate alle nuove condizioni climatiche. Il PNACC, più specificamente, istituisce una struttura di governance nazionale per la prima azione sistematica di adattamento e fornisce un documento guida per una pianificazione a breve e lungo termine.
L’evoluzione del PNACC prende le mosse seguendo un approccio bottom-up, cioè un approccio partecipativo dal basso verso l’alto. Ed infatti, durante la fase di elaborazione è stata svolta una prima consultazione pubblica tramite questionario per comprendere le opinioni dei diversi attori coinvolti nell’adattamento climatico. Questo processo ha valutato le azioni possibili e i modelli di governance più efficaci. Successivamente, una bozza del Piano è stata pubblicata per raccogliere osservazioni e suggerimenti da tutti gli interessati, inclusi Regioni, Enti di Ricerca, Ministeri e associazioni ambientaliste.
Le varie fasi di condivisione hanno permesso di integrare e modificare il Piano in base ai feedback ricevuti. Successivamente, nella preparazione del Piano all’interno del processo di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), sono state considerate due esigenze principali:
- affrontare tempestivamente le criticità climatiche in Italia e i già evidenti impatti sul territorio;
- prendere in considerazione le osservazioni e le indicazioni fornite durante il processo di VAS dai soggetti competenti in materia ambientale e dai soggetti interessati.
Ciò detto, la struttura del PNACC è articolata come segue:
- il quadro giuridico di riferimento,
- il quadro climatico nazionale,
- impatti dei cambiamenti climatici in Italia e vulnerabilità settoriali,
- misure e azioni del PNACC,
- finanziare l’adattamento ai cambiamenti climatici,
- governance dell’adattamento.
All’interno del PNACC, sono altresì inclusi quattro documenti di riferimento che approfondiscono specifici aspetti del piano:
- due documenti guida per la formulazione di strategie/piani di adattamento a livello regionale e locale: le “Metodologie per la definizione di strategie e piani regionali di adattamento ai cambiamenti climatici” e le “Metodologie per la definizione di strategie e piani locali di adattamento ai cambiamenti climatici” (Allegati I e II),
- un documento analitico che presenta il panorama delle conoscenze sugli impatti del cambiamento climatico in Italia, elaborato da un ampio gruppo di esperti nel periodo 2017-2018 (Allegato III),
- un documento di orientamento per le azioni di adattamento (Allegato IV), offrendo una panoramica delle “opzioni di adattamento” da considerare nei vari strumenti di pianificazione a livello nazionale, regionale e locale.
In conclusione, il percorso delineato attraverso il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici rappresenta un passo cruciale verso una gestione responsabile e consapevole del nostro futuro ambientale. Tuttavia, questo è solo l’inizio di un viaggio lungo e complesso. L’attuazione del Piano richiede infatti, ed ovviamente, un concreto impegno costante, una valutazione continua degli impatti e una flessibilità nell’adattamento delle strategie alle mutevoli condizioni climatiche. Affrontare i cambiamenti climatici richiede un impegno condiviso a tutti i livelli: Governo, Istituzioni, comunità locali e individui e solo unendo le forze e agendo con determinazione possiamo sperare di preservare la salute del nostro pianeta per le generazioni future.

