Nel corso degli ultimi trent’anni, sono state coniate diverse definizioni di “economia circolare”. Al di là delle differenze semantiche, tutte contengono almeno uno dei seguenti concetti: “riduzione”, “riuso”, e “riciclo”. Non è un caso che siano stati definiti differenti R framework, a 3 R, a 4 R, a 5 R e, persino a 10 R, all’interno dei quali possono essere individuate le strategie di economica circolare. Nonostante le diverse combinazioni dei concetti sopra richiamati e le conseguenti definizioni di economia circolare, il concetto è stato introdotto per raggiungere un unico obiettivo: definire e gestire un sistema economico, sociale e ambientale in grado di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile. È, quindi, chiaro che il concetto di economia circolare integra l’attività economica e il benessere ambientale e sociale attraverso un percorso di sostenibile.

L’applicabilità del paradigma dell’economia circolare è una questione molto dibattuta tra sostenitori e oppositori. Gli studiosi più critici si concentrano su due aspetti considerati come svantaggi: in primo luogo, non tutti i materiali possono essere riciclati indefinitamente; in secondo luogo, a breve termine, il riciclaggio implica un processo più lungo e più costoso rispetto alla sostituzione di un prodotto con uno nuovo. Questo produrrebbe un costo immediato più elevato per l’acquisto di un particolare prodotto. Inoltre, per alcuni studiosi dell’argomento, le strategie di economia circolare rappresentano una soluzione; mentre per altri un percorso molto lungo e difficile da realizzarsi, perché richiederebbe una “rivoluzione” culturale e sociale.

Tra le principali critiche ve n’è una che riguarda il legame tra economia circolare e sostenibilità. Alcuni studiosi confutano il fatto che gli aspetti ambientali ed economici sono stati predominanti nel dibattito sull’economia circolare rispetto all’interesse mostrato per la dimensione sociale. Inoltre, essi affermano che, nonostante il crescente interesse per la sostenibilità nelle imprese, lo sfruttamento dell’ambiente e delle risorse non è diminuito. Criticità sono state sollevate anche in riferimento alla questione dei rifiuti, in quanto il raggiungimento dell’obiettivo “zero rifiuti” può essere sorprendentemente ad alta intensità di risorse e potrebbe portare ad azioni che compromettono la sostenibilità complessiva. I più critici ritengono che l’acquisto di prodotti basati solo su ciò che è riciclabile è il modo sbagliato di prendere decisioni di acquisto, perché il riciclaggio stesso richiede risorse.

Il dibattito è ancora molto aperto. Tuttavia, nonostante le contrapposte opinioni, l’economia circolare, essendo legata alle tre dimensioni ambientale, sociale e di governance, rappresenta una possibile soluzione al bisogno di gestire le risorse naturali e gli ecosistemi. I sistemi naturali hanno la capacità di avviare processi di rigenerazione e qualcosa di simile può accadere anche all’interno di un sistema di mercato. La tradizionale definizione economica di mercato ha origine nelle teorie degli economisti neoclassici e il termine “mercato” si riferisce alle istituzioni che definiscono la relazione tra acquirenti e venditori.

Secondo Begg et al. (2011), il mercato è un processo attraverso il quale le decisioni delle famiglie, delle imprese, dei lavoratori e dell’operatore pubblico sono compatibili tra loro attraverso un adeguamento dei prezzi. I prezzi dei beni e servizi variano continuamente in relazione alla scarsità delle risorse usate per la loro produzione. La scarsità delle risorse rappresenta un problema che condiziona le decisioni umane in materia di produzione, scambio e utilizzo di prodotti e servizi. Questo problema si riferisce al come risolvere il conflitto tra bisogni e scarsità di risorse. Una risorsa è scarsa quando la sua domanda supera l’offerta con un prezzo pari a zero. La questione della scarsità di risorse richiede efficienza nel loro utilizzo. Pertanto, la definizione del mercato e dei prezzi permette di dare una soluzione a “cosa, come e per chi produrre”, affrontando il tema della scarsità e dell’uso più efficiente delle risorse. Quindi, spiegare l’economia circolare utilizzando la prospettiva del mercato significa prestare attenzione al comportamento dei singoli consumatori e produttori e, in particolare, alle procedure di misurazione dell’efficienza della produzione, in termini di efficienza delle risorse.

L’economia circolare intesa come nuovo paradigma della relazione tra domanda e offerta può concretamente realizzarsi solo se le tre dimensioni di sostenibilità ambientale, sociale e di governance vengono intese come base per le strategie aziendali, da una parte, e come motivazione per massimizzare il benessere del singolo consumatore, dall’altra.

Consumatori e produttori sono parimenti coinvolti nell’economia circolare per via dell’impatto ambientale generato rispettivamente dalle loro decisioni di acquisto e dalle loro strategie di produzione. Ambedue sono interessati a raccogliere informazioni sui processi produttivi e a prestare attenzione alle risorse usate e al valore aggiunto. Infatti, una maggior consapevolezza e preoccupazione, da parte di entrambi, può avere effetti sul meccanismo di mercato.

La prospettiva di mercato assume, dunque, un ruolo importante per il processo di transizione verso l’economia circolare. A tal riguardo, anche la Commissione Europea (2015) si è espressa sottolineando che: “la transizione verso un’economia più circolare è un contributo essenziale agli sforzi dell’Unione europea per sviluppare un’economia sostenibile, a basse emissioni di carbonio, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva” (Commissione europea, 2015).

Diversi settori produttivi, come, ad esempio, l’agricoltura, si impegnano a diventare circolari affrontando le sfide della condivisione nel mercato globale. Tutti gli stakeholder che operano all’interno di un mercato globalizzato devono accettare strategie e pratiche conformi alle politiche dell’economia circolare. L’economia circolare può aiutare a ottenere un’autosufficienza materiale attraverso le pratiche di riciclaggio. Diversi paesi in tutto il mondo possono scambiare materie sul mercato globale aumentando la domanda di materie prime seconde. Ciò potrebbe rappresentare un’opportunità, ad esempio, per quei paesi che dipendono dall’esportazione di materie prime vergini.

Probabilmente, il concetto di economia circolare ha bisogno di essere interpretato, da consumatori e produttori, in maniera univoca e, per questo, deve essere meno ambiguo e ben definito nei diversi framework esistenti, anche a livello normativo e delle policy pubbliche. Per raggiungere tale obiettivo, l’economia circolare deve essere integrata con lo sviluppo sostenibile, ma, per far questo, ha bisogno di una teoria economica che guidi la transizione verso un’economia circolare sostenibile. La mancanza di un quadro teorico basato sull’evidenza ostacola questo processo di integrazione. Per rendere l’economia circolare sostenibile, è necessario produrre benefici sociali misurabili e co-produrre nuovi valori per un futuro sostenibile definendo processi democratici che riuniscano la governance locale, nazionale e globale.

About the Author: Giampiero Trizzino