Da qualche tempo le aziende hanno scoperto un nuovo interesse nella definizione della propria dimensione ambientale (Environmental), sociale (Social) e di gestione (Governance). Nel farlo, devono tenere in conto le informazioni raccolte attraverso il controllo di gestione, per poter prendere decisioni, non solo finanziarie, che sono determinanti per la propria performance. In questo articolo, cerchiamo di chiarire il legame tra ESG e controllo di gestione. Le tre dimensioni ESG sono determinanti per misurare, verificare e sostenere le scelte di un’organizzazione pubblica o privata in termini di sostenibilità. Questo può riguardare, ad esempio, la maggiore consapevolezza nell’acquisto di prodotti o nella scelta di un investimento.
Ogni dimensione è determinante nella definizione dei criteri di valutazione. All’interno della dimensione ambientale (Environment), ad esempio, sono definiti i criteri necessari a misurare il comportamento dell’azienda rispetto all’ambiente nel quale essa opera. Nella dimensione sociale (Social), i criteri definiti riguardano la relazione tra l’azienda e il territorio, tra l’azienda e le persone coinvolte, come i dipendenti, i fornitori, le banche, i clienti finali. E, infine, la dimensione di governo (Governance) prende in considerazione i criteri di gestione aziendale sulla base di best practice e principi etici, come, ad esempio, il rispetto dei diritti degli azionisti, la retribuzione dei dirigenti, la trasparenza nel prendere decisioni e il rispetto delle minoranze.
La performance di un’azienda è strettamente legata al contesto del mercato nel quale si trova ad operare, allo stesso modo la performance ESG crea una relazione tra esigenze di produttiva aziendale e necessità di raggiungere obiettivi di sostenibilità. Proprio a questo proposito le Nazioni Unite hanno definito i 17 goals di Sviluppo Sostenibile (SDGs).
Volendo spiegare il ruolo del controllo di gestione, è possibile farlo affermando che esso è dato da un insieme di pratiche e strumenti, in parole povere una cassetta degli attrezzi, il cui uso offre ai manager aziendali informazioni efficaci per raggiungere gli obiettivi stabiliti nei tempi prestabiliti.
Dalle definizioni di ESG e controllo di gestione, si inizia a comprendere l’esistenza di un legame tra le due attività. Il sistema di controllo permette ad un’azienda di riposizionarsi in un contesto sempre più competitivo. Le aziende si impegnano, infatti, anche con investimenti importanti, a gestire l’impatto ambientale dei propri prodotti e servizi acquisendo un vantaggio competitivo che conferisce loro un valore etico sempre più riconosciuto e apprezzato dai consumatori. L’ESG permette alle aziende di posizionarsi sul mercato attraendo l’attenzione dei consumatori e degli investitori. Attraverso il controllo di gestione, le aziende ottimizzano il flusso di informazioni e i ruoli interni, applicando logiche e strumenti di budgeting in collegamento ai diversi finanziatori e costruendo un sistema di pianificazione finanziaria collegato alle tre dimensioni ESG.
Dall’esperienza maturata durante la pandemia da Covid-19, le aziende hanno compreso che è sempre più necessario controllare la propria struttura dei costi e dei ricavi. Occorre, dunque, che l’azienda comprenda bene, e in maniera dettagliata, le proprie marginalità, il guadagno proveniente dai singoli target di clientela, se è opportuno affidare all’esterno parti dei processi produttivi, e se ha significato fare nuovi investimenti. Per tutte queste attività è determinante impostare correttamente la contabilità direzionale.
In definitiva, un corretto uso dell’analisi ESG non può prescindere da una corrispondente attività di programmazione e controllo. In questo senso, anche l’attività del controller aziendale diventa fondamentale, perché spetta a questa figura il compito di raccogliere dati e informazioni, organizzarle adeguatamente e coordinare la connessa attività di reporting.
A questo punto, si comprende bene che è necessaria una collaborazione tra i soggetti che svolgono l’analisi ESG e il controllo di gestione. Può accadere, infatti, come spesso accade nella realtà, che il primo compita sia svolto da una società esterna all’azienda, o, addirittura, che i due compiti siano svolti da due diverse società di consulenza, esterne all’azienda. Questo, in particolare, nelle PMI, che non hanno strutturato, al proprio interno, una unità per il controllo di gestione. A maggior ragione, quando l’azienda affida all’esterno a società differenti la valutazione ESG e il controllo di gestione, occorre che i soggetti coinvolti dialoghino tra di loro e, in maniera trasparente, agiscano perseguendo un unico obiettivo: accrescere la performance aziendale, garantendo il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità.

