La transizione energetica è entrata in una nuova fase: l’approvazione della Direttiva (UE) 2023/2413, nota come RED III, ha introdotto importanti novità per la promozione delle energie rinnovabili. In questo contesto, le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) assumono un ruolo centrale, non solo dal punto di vista energetico, ma anche per la coesione sociale, lo sviluppo locale e la valorizzazione dei territori.

 

Principali novità

Con la RED III, entrata in vigore il 20 novembre 2023, l’Unione Europea ha alzato il livello di ambizione climatica:

  • Obiettivo vincolante del 42,5% di energia rinnovabile entro il 2030, con un margine ulteriore del 2,5%;
  • Semplificazione delle procedure autorizzative per gli impianti FER, tramite la definizione di zone di accelerazione;
  • Ruolo strategico delle comunità energetiche nella produzione e condivisione locale di energia;
  • Introduzione del principio del “silenzio-assenso” per le autorizzazioni in aree idonee (massimo 6-12 mesi).

 

I rischi del mancato recepimento

La RED III è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 31 ottobre 2023 ed è entrata in vigore il 20 novembre 2023.

Quanto al recepimento nazionale, al momento l’Italia non ha ancora formalmente adottato un decreto legislativo di recepimento.

Nel settembre dello scorso anno la Commissione europea ha inviato una lettera di costituzione in mora all’Italia e ad altri 25 Stati membri per non aver recepito nei tempi previsti la RED III, che impone, tra l’altro, l’individuazione delle “zone di accelerazione per le energie rinnovabili” e la semplificazione delle procedure autorizzative. Nel febbraio di quest’anno, non avendo ricevuto risposte soddisfacenti, la Commissione ha emesso un parere motivato nei confronti di otto Stati, tra cui l’Italia, chiedendo l’adozione delle misure necessarie entro due mesi.

Questa condizione ha implicazioni significative. In primo luogo ritardi nei progetti: la mancanza di recepimento ostacola l’avvio e la realizzazione di nuovi impianti rinnovabili, rallentando la transizione energetica. Perdita di investimenti: l’incertezza normativa può dissuadere gli investitori dal finanziare progetti in Italia, deviando capitali verso Paesi con normative più stabili. Infine, il rischio delle sanzioni economiche: se l’Italia non adotterà le misure necessarie entro i termini stabiliti, rischia di essere deferita alla Corte di Giustizia dell’UE, con possibili sanzioni finanziarie.

 

Le opportunità per i territori

A prescindere dalle considerazioni del paragrafo precedente, va in ogni caso ribadito che, molte delle disposizioni della RED III trovano applicazione anticipata attraverso il D.Lgs. 199/2021 (che ha già recepito la RED II), il DM 7 dicembre 2023, n. 414 (sugli incentivi e i criteri tecnici ed economici per le CACER), il TIAD di ARERA e le Regole operative del GSE, che già tengono conto di alcune previsioni della RED III, in particolare in materia di semplificazione autorizzativa e accelerazione degli iter.

A ciò si aggiunga che, come già chiarito nel nostro articolo di maggio, le opportunità per i territori sono cresciute anche grazie al DM del 16 maggio 2025, con il quale il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha ampliato e reso più flessibili gli incentivi previsti dal PNRR per le CER. Le principali novità includono:

  • Estensione della platea dei beneficiari: l’accesso al contributo a fondo perduto, fino al 40% dei costi ammissibili, è stato esteso ai Comuni con una popolazione fino a 50.000 abitanti, ampliando significativamente le opportunità per numerosi territori italiani.
  • Incremento dell’anticipo erogabile: l’anticipo richiedibile al GSE per la realizzazione degli impianti è stato aumentato dal 10% al 30%, facilitando l’avvio dei progetti.
  • Proroga dei termini di realizzazione: il termine per l’entrata in esercizio degli impianti è stato esteso al 31 dicembre 2027, offrendo maggiore flessibilità nella pianificazione e realizzazione dei progetti.
  • Cumulo integrale con detrazioni fiscali: è stata eliminata la riduzione del 50% delle detrazioni fiscali per i beneficiari del contributo a fondo perduto, consentendo il cumulo integrale delle agevolazioni anche per le domande già presentate.

 

Green HC + Sicilia Energia: una rete siciliana per le CER locali

La partnership tra Green HC e l’Associazione Sicilia Energia consente agli enti pubblici, ai cittadini e alle imprese siciliane di accedere a una rete strutturata, radicata nel territorio e conforme al D.Lgs. 199/2021.

Sicilia Energia è una associazione senza scopo di lucro costituita proprio per creare e gestire configurazioni di autoconsumo collettivo secondo il modello delle CACER. I vantaggi per chi aderisce sono molteplici:

  • Accesso diretto agli incentivi economici GSE e al contributo PNRR, con supporto integrato tecnico-legale;
  • Possibilità di partecipare come consumatore, produttore o concedente di superfici;
  • Supporto nella ripartizione dell’energia condivisa e dei benefici economici su base trasparente e tracciata;
  • Inclusione di soggetti vulnerabili: almeno il 20% dei consumer viene individuato tra persone in condizione di svantaggio, come previsto dallo statuto;
  • Governance trasparente e partecipata, con organi democratici, assemblee, comitati locali per ogni configurazione.

Aderire a Sicilia Energia significa entrare in una comunità siciliana operativa, strutturata e aperta, che valorizza il territorio e accompagna passo dopo passo ogni configurazione locale.

 

About the Author: Giampiero Trizzino